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Mercoledì 25 Agosto 2010

Agosto


Coltura di cellule staminali

Può apparire incredibile, ma è proprio così.
Una cellula che si divide, si divide ancora e ancora, fino a formare un organismo complesso di miliardi di cellule.
Le prime cellule sono ancora indifferenziate; solo in seguito si specializzeranno per diventare organi e tessuti ben precisi. Nella prima fase sono totipotenti, cioè in grado di diventare potenzialmente qualsiasi organo o tessuto, passando attraverso varie fasi di differenziazione, quali i foglietti embrionali ectoderma, mesoderma e endoderma.
Queste sono le cellule staminali embrionali che hanno acceso le prime grandi speranze dei ricercatori della emergente medicina rigenerativa.
Infatti sono cellule dotate di straordinarie capacità autorigeneranti e sono virtualmente in grado di dar luogo a qualsiasi cellula e tessuto.

L'uso di cellule staminali embrionali poneva però alcune problematiche, per cui si è esplorata anche la possibilità di cellule staminali adulte. Queste non sono più totipotenti, ma possono essere pluripotenti cioè possono trasformarsi solo in alcuni tipi di tessuto, oppure unipotenti, dando luogo a un solo specifico tessuto.
Queste "staminali adulte" sono una sorprendente riserva, per esempio per la riparazione di ferite.
Tale processo di «rigenerazione» si è compiuto da sempre nell'organismo come un'autoriparazione spontanea, senza che il suo reale potenziale fosse a conoscenza degli scienziati.
Ora invece si comincia a conoscerle e ad apprezzarne il grande potenziale, in medicina e in cosmesi. Le cellule staminali adulte sono presenti nel nostro organismo in particolari siti, definiti “nicchie”. Si trovano nell'epidermide, nel follicolo pilifero, tra i villi intestinali, nelle pareti di alcuni grandi vasi sanguigni, nel midollo osseo, nelle fibre muscolari e in alcune zone del cervello.

Le enormi capacità rigenerative di queste potenti cellule hanno entusiasmato i ricercatori ed hanno fatto ben sperare nel loro utilizzo in caso di lesioni gravi di tessuti dell'organismo e di cura di molte malattie.
Come? Estraendole dall'organismo stesso, moltiplicandole nella quantità richiesta in laboratorio e riponendole nel tessuto o organo lesionato.

É di recentissima acquisizione la notizia del via libera della FDA (Food and Drug Administration, l'organismo americano preposto al controllo di cibi e farmaci) alla sperimentazione sull'uomo della prima cura a base di staminali, poiché sono state superate le difficoltà sul controllo della loro proliferazione e sulla loro stabilizzazione. Questa scoperta avvicina ancora di più il momento in cui tante patologie neurologiche, cardiache, ematiche e dermatologiche potranno essere trattate con successo.
Oppure pensiamo alla pelle ricostruita che ha già salvato la vita ai grandi ustionati.

Sulla membrana delle cellule dei nostri tessuti si trovano alcune macromolecole, denominate "recettori" che fungono da porta di ingresso per le molecole della matrice cellulare circostante: quando i recettori vengono a contatto con cellule staminali, le legano a sé formando i cosiddetti "ligandi" ed iniziano con loro un dialogo molecolare per attivare i processi rigenerativi e riparativi.

É questa rapida comunicazione tra cellule che stimola le attività biologiche del tessuto e sono proprio le cellule staminali che, come per una iniezione di giovinezza, "riprogrammano" le cellule più vecchie portandole indietro nel tempo.