Ariv  ricercatori coinvolti nelle problematiche della malattia dermatologi ricerca vitiligine

Domenica 25 Luglio 2010

Luglio

Da Richard Spritz:
Un grande passo avanti è stato fatto per capire questa malattia.
L’esame di uno studio su 1500 pazienti pubblicato il 21 aprile 2010 sul New England Journal of Medicine conferma per la prima volta che la vitiligine è una malattia autoimmune.

Perché sono importanti questa scoperta e questa conferma?
Perché ora sanno veramente da dove cominciare nella ricerca sulla causa, la biologia, la cura per la vitiligine.
Più vasta è la conoscenza sulla biologia della vitiligine, più possibilità ci sono per le terapie che la possono tenere sotto controllo. L’efficacia delle terapie attuali non è soddisfacente in quanto le stesse non sono state basate sulla conoscenza dell’origine della malattia.
 

In una malattia autoimmune, il sistema immunitario del paziente si attiva per errore contro le proteine del corpo stesso del paziente. Le malattie autoimmuni sono molte: il morbo di Crohn, l’artrite reumatoide, il diabete tipo 1, il lupus ed altre, sono generalmente curate con farmaci che regolano la risposta autoimmune. Le prossime terapie per la vitiligine potrebbero valersi di alcuni di questi farmaci immunosoppressivi.
“Specifici geni della vitiligine sono legati all’autoimmunità”.

Richard A. Spritz, M.D., Direttore dell’ Human Medical Genetics Program alla University of Colorado School of Medicine, e fondatore di un team internazionale che ha condotto questo studio, ci riferisce:
“Il nostro studio fornisce la prima solida prova che la vitiligine è una malattia autoimmune. Dei 14 geni legati alla vitiligine, almeno 13 sono coinvolti con il sistema immunitario o con le malattie autoimmuni.”

PER LE TERAPIE
Cosa significa per il paziente il coinvolgimento del sistema immunitario?
Secondo Spritz ”Il ruolo del sistema immunitario nella vitiligine diventerà da ora in poi il 'focus' per la ricerca per controllare gli specifici sentieri biochimici che sono coinvolti nella causa della malattia. Questo metterà in grado i ricercatori a sviluppare terapie mirate e di conseguenza s potrà controllare efficacemente la malattia. Infatti le somiglianze genetiche che abbiamo trovato tra la vitiligine e altre malattie autoimmuni suggeriscono che alcuni farmaci esistenti per curare alcune malattie autoimmuni potrebbero esser considerati come possibili cure per la vitiligine.”

IL PIU' GRANDE STUDIO GENETICO
Spritz e un team internazionale di ricercatori hanno comparato i geni di 1500 pazienti con vitiligine con quelli di 2800 persone non affette, nello studio-genoma”GWA) più grande che suia mai stato compiuto per la vitiligine.

Spritz sarà con noi al Congresso Mondiale, anche durante la gionata ARIV il 25 settembre