Ariv  ricercatori coinvolti nelle problematiche della malattia dermatologi ricerca vitiligine

Martedì 07 Luglio 2009

Luglio

MICHAEL JACKSON, TUTTA LA VERITA'.

Stando ai media, gli innumerevoli interventi di chirurgia plastica per assottigliare un naso, per conformazione etnica decisamente largo, ed il progredire dello "sbiancamento" della pelle, erano per il Re del Pop una volontà capricciosa di voler diventare a tutti i costi "un bianco".

 



Il rinnegare la propria etnia di afro caraibico era la spiegazione agli innumerevoli cambiamenti di Michael nel corso degli anni, e su questa verità distorta è stata costruita l¹origine delle varie trasformazioni.

La realtà è invece diversa e drammatica: Michael fin dall'adolescenza fu colpito da una forma aggressiva di vitiligine. Si sottopose quindi alla terapia della depigmentazione, per rendere la sua pelle di un solo colore, per nascondere la malattia al mondo intero che lo guardava.

Tutto questo lo portò ad essere additato come un traditore, un rinnegato che tradiva i neri per diventare un bianco la parola VITILIGINE per anni non venne mai pronunciata!

Il personaggio creato attorno a Michael andò avanti così, finchè qualche tempo fa, messo alle strette ,il suo medico personale, tramite comunicato stampa, dichiarò che Michael fin da adolescente fu colpito da Vitiligine, cui poi seguirono due altre importanti malattie autoimmuni, il Lupus e l'Alpha 1 antitrypsin deficiency (quest'ultima dà problemi respiratori,ecco perché lo si vedeva spesso con una mascherina sulla bocca).

Finalmente un giorno fece outing ed ebbe il coraggio di dichiarare, tra le lacrime, quanto fosse profonda la sua sofferenza psicologica nel convivere con la vitiligine. La drammatica confessione non ha avuto risonanza mediatica nemmeno ora, dopo la sua scomparsa.

Noi pazienti di vitiligine sapevamo del suo dramma, con un po' di risentimento pensavamo che come "testimonial" avrebbe potuto fare molto, moltissimo, sarebbe stato determinante per la nostra causa, chi meglio di lui avrebbe potuto sensibilizzare il mondo intero, dare visibilità, far sapere cosa è la vitiligine, quanto altera la nostra vita quotidiana.



Purtroppo le sue note vicende personali ci hanno trattenuto dal contattarlo. Di lui, oggi, viene naturale pensare, con grandissima pena, che la rincorsa all¹infanzia, l¹immedesimazione in Peterpan, la dimora NEVERLAND costruita all¹insegna del divertimento, fossero in realtà tutti simboli della ricerca di quella identità perduta dai tempi della sua adolescenza, quando la vitiligine iniziò a cambiare il corso della sua vita.

Nicoletta Foglio