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Giovedì 01 Gennaio 2009

Gennaio

VITILIGINE E MALATTIE AUTOIMMUNITARIE




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Benchè le cause e l’esatta patogenesi della vitiligine siano tuttora sconosciuti, si ritiene che, almeno in una percentuale dei casi, un meccanismo autoimmunitario vi sia coinvolto. Questa ipotesi è corroborata dal rilievo di autoanticorpi e linfociti auto-tossici rivolti verso antigeni dei melanociti in pazienti affetti da vitiligine; da esempi di vitiligine animale, in cui è stata identificata una patogenesi autoimmunitaria; dalla associazione della vitiligine con altre malattie autoimmunitarie, rilevata in alcuni gruppi di pazienti. Il diabete mellito di tipo 1, le malattie tiroidee autoimmuni, l’anemia perniciosa, il morbo di Addison, la gastrite cronica autoimmune risultano significativamente associati alla vitiligine.

Uno studio, effettuato su giovani italiani nel corso della visita di leva, ha rilevato, in un piccolo gruppo di soggetti affetti da vitiligine, la presenza occasionale di autoanticorpi nel 40% dei casi. Si trattava prevalentemente di autoanticorpi anti-tiroide (25,6%), ma solo nel 5% dei pazienti era diagnosticata una malattia tiroidea, né venivano osservati altri segni di malattie autoimmuni. La patologia tiroidea risulta la più significativamente associata alla vitiligine: se si esamina la letteratura internazionale, gli autoanticorpi anti-tiroide sono stati rilevati, anche in assenza di segni di malattia, in percentuali variabili tra il 17% ed il 50% dei casi. Circa i tempi di comparsa della malattia tiroidea, vi sono studi secondo i quali ben il 47% dei pazienti con vitiligine sviluppava nell’arco di 27 mesi una tiroidite e nel 50% dei casi la vitiligine precedeva di 4-25 anni la tiroidite.

Per quanto riguarda l’età di insorgenza della patologia tiroidea esistono dati contrastanti: secondo alcune indagini la tiroidite sarebbe associata alle forme di vitiligine che compaiono più tardivamente, mentre, secondo altre già nella vitiligine infantile sono rilevabili i segni di una coesistente malattia autoimmunitaria. Per esempio, anticorpi anti-tiroide sono stati rilevati nel 50% di una popolazione di bambini ed adolescenti con vitiligine e, in altri studi, la tiroidite è stata diagnosticata nei bambini affetti dalla dermatosi in una percentuale variabile tra il 10,7% ed il 24,1%.

Quali sono le indicazioni pratiche che emergono da questi rilievi? Appare opportuno monitorare nel tempo i pazienti con vitiligine, ricercando i principali autoanticorpi con cadenza periodica, ampliando le indagini in caso di positività, tenendo conto però che il riscontro di autoanticorpi positivi non è sempre correlato alla coesistenza di una malattia autoimmunitaria in atto. Verosimilmente gli esami dovrebbero essere effettuati anche nei casi di vitiligine infantile, e ripetuti nel corso degli anni.

A tal proposito il Gruppo di studio in DermoEpidemiologia dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani, in collaborazione con il Centro Studi GISED, ha in programma un’indagine multicentrica italiana, che avrà come obiettivo il chiarire l’effettiva prevalenza delle malattie autoimmunitarie nella vitiligine, correlata all’età, all’estensione, all’andamento clinico della dermatosi, in un gruppo sufficientemente numeroso di pazienti, allo scopo di poter definire protocolli diagnostici basati sull’evidenza dei dati statistici.